Eccomi

Utente: soresina
Nome: Nedda
Mi presento ai visitatori di questo blog: sono una nonna di 88 anni, già insegnante di scuola elementare. Mi sono decisa a correre l'avventura telematica cinque anni fa, e da quattro anni ho aperto questo blog.Ci scrivo quel che penso, quello che ho imparato durante la mia lunga vita. Poiché vivo sola, in una casa di campagna isolata, il blog mi dà la possibilità di dialogare con tante persone interessanti e gentili. Non mi stanco di invogliare altri anziani a seguire il mio esempio, ci sono riuscita io con l'età che ho, ci riusciranno anche loro che certamente sono più giovani di me. Tutti loro sono in grado di ricevere ma anche di donare, e scopriranno nel pc un buon amico. Abbraccio tutti con affetto, Nonna Nedda scrivetemi! nedda.gottardi(at)yahoo.it

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lunedì, 02 novembre 2009

Per chi pensa che la POESIA è sempre difficile da capire, a riprova che i grandi poeti traggono ispirazione e sentimenti da tutto ciò che li circonda e sanno esprimerlo con le parole di ogni giorno, riscrivo la poesia della CAPRA. La trovate anche in un post di tempo fa, io la riscrivo perché è bella e perché i visitors non debbano faticare per ritrovarla.




La CAPRA di Umberto Saba.




p.s. La prima strofa è una scenetta perfetta che si presta ad essre illustrata dagli scolari, le altre strofe sono  fatte di riflessioni del poeta e  probabilmente i ragazzini non possono capirle.





 Ho parlato a una capra.




Era sola sul prato, era legata,




sazia d'erba, era bagnata




dalla pioggia, belava.








Quell'uguale lamento




era fraterno al mio dolore,




ed io risposi, prima per celia




poi perché il dolore è eterno.




 




Ha una voce, non varia,




questa voce sentivo




gemere in una capra solitaria. 




 


 In una capra dal viso semita




sentivo  querelarsi 




ogni  altro male,




ogni altra vita.







Buona serata da


nonna nedda

Postato da: soresina a 19:14 | link | commenti (2)

VOCABOLARIETTO....




COHOUSING  (pron co-hausin(g))




Un  termine della lingua inglese il cui significato delinea una nuova realtà abitativa che si fa strada anche in Italia.




Si tratta  gruppi di persone, soprattutto SINGLE che si accordano per vivere in un unico fabbricato, con servizi e spazi godibili da tutti, realizzando risparmio attraverso i gruppo d'acquisto generi alimentar e godendo dell'amicizia reciproca, di muttuo aiuto.


Niente più grattacieli e  condòmini che non si salutano, che rimangono sconosciuti l'uno all'altro per anni, coascuno chiuso nel suo guscio, geloso della propria autonomia e nel continua terrore di poter essere vittima di fiducia mal riposta,


Nell'edificio scelto per cohousing  entrano persone che si conoscono già che hanno discusso e deliberato su vari argomenti di interesse generale e dei singoli  còndomini, che hanno dichiatato la propria disponibiletà a prestare questi o quel servizio ai vicini in cambio di aiuto similare.


Mi auguro che la rnuova ealtà abitativa abbia vasto seguito. Tra parentesi, questi servizi non sono obbligatori, se uno li vuol dfare, ma senza obblighi di alcun genere.




Fidanzati, single, sposi anche con bambini, anziani, fateci un pensierino.




Buona serata da


nonna nedda
































































































































 

Postato da: soresina a 14:47 | link | commenti
cohousing

sabato, 31 ottobre 2009

Le MONACHINE




è il titolo della poesia di Giovanni Pascoli:




Riporto per voi visitors, la prima strofa della poesia perché ci presenta uno spaccato di cose antiche, del tempo che fu ma il cui incanto è ancora identico.




O, moachine, monachine belle




che il camin nero inghiotte,




salite forse a riveder le stelle?




Buona notte, faville, buonanotte!


 




Anch'io anuguro a tutti i visitor una felice notte.




nonna nedda

Postato da: soresina a 19:47 | link | commenti (2)

VERGOGNA, BOICOTTIAMO




le calzetterie il cui fabbricante ha accettato di mandare un onda la pubblicità fatta da una donna molto giovane che sussurra, con accompagnamento di ansiti da fatiche amorose, il nostro INNO NAZIONALE, Vergogna, due volte vergogna!




nonna nedda

Postato da: soresina a 19:38 | link | commenti (1)

venerdì, 30 ottobre 2009

VOCABOLARIETTO


L'hula hoop


è il gioco con un cerchio da far ruotare intorno alla vita , era molto in voga negli anni settanta ed ora ritorna a piacere ed il merito è della moglie di Barak Obama, E' un gioco non faticoso, sembra pensato apposta per mandar giù qualche chiletto, si può fare comodamente in casa ed è silenzioso!


Ed ora l'augurio di una felice notte da


nonna nedda

Postato da: soresina a 19:55 | link | commenti (2)

OMISSIS


Nell'esporre, riportandole, delle frasi, quando chi scrive giudica una parte poco interessante, la tralascia ed al suo posto scrive OMISSIS. Così, chi legge capisce  che  sono state saltate, OMESSE delle parole e se desidera aver tutto il testo integro, andrà  a cercarselo alla fonte.


nonna nedda

Postato da: soresina a 14:04 | link | commenti

VOCABOLARIETTO..... 


 I vocaboli italiani che contengono la parola LOQUI


hanno a che fare con il parlare perché LOQUI  in latino significa proprio parlare,


eloquio, parlantina sciolta,


eloquente, colui che parla con disinvoltura e che convince l'ascoltatore,


colloquio, dialogo tra più persone,


sproloquio, un discoso senza capo né coda.


Una prova in più di quanto sia vero che la nostra lingua ha per madre la lingua latina.


Buona serata,nonna nedda

Postato da: soresina a 13:49 | link | commenti

giovedì, 29 ottobre 2009

a SCUOLA  - e a CASA: gli AVVERBI


Perchè gli scolari imparino in poco tempo cosa sono gli avverbi e cosa e la loro  funzione nel discorso........scherzateci su, cioè dite e scrivete una lavagna piena di AVVERBI, mescolando avverbi che si usano e avverbi che si usavano nellì'800 che suoneranno difficili e comici. Poi chiedete agli scolari che cosa l'insegnante ha scritto alla lavagna , se riescono a scoprirlo,  oppure se tutte quelle parole non dicono nulla.


Naturalmente prima degli avverbi avrete insegnato a riconoscere i sostantivi con relativi articoli ed i verbi, a questo punto abbinerete voci verbali all'avverbio che è  il SERVITORE del verbo, come lo gli ARTICOLI sono servitorelli del sostantivo.


Quando andavo a scuola, si scherzava sugli antichi avverbi, cercando di trovare i più astrusi!


Conciossiaché, eziandìo, conciossiacosache, immantinenti,laonde,  puranche, quandanche, ecc.


Buona serata da


nonna nedda

Postato da: soresina a 17:36 | link | commenti (3)

mercoledì, 28 ottobre 2009

lA PIRAMIDE


Secondo uno studioso della società, le organizzazioni varie, religiose, civili, militari sono simili ad una PIRAMIDE. si parte da una base vasta e si sale a scalare vino alla vetta, in vetta generalemnte viane posto un UOMO di PAGLIA, se le cose vanno male, cade chi sta in vetta e viene presto sostituito, mentre il resto della piramide rimane integro.


Di mio aggiungo che se un movimento d'opinione è di vasta portata, coinvolge e trascina tantissime persone, colpo dopo colpo, come l'ariete, può arrivare a togliere dalla vetta chi non è assolutamente degno di starci.


Buona serata da


nonna nedda

Postato da: soresina a 18:00 | link | commenti (2)

Ancora il SAPONE storia vera. e storia della PENTOLA  della Provvidenza.


Mio figlio rernato lavorò In Congo, allora Zaire, per due anni e mezzo.


La gente del villaggio era amolto povera e poi era tagliata fuori dal contatto con persone d'altri villaggi a causa della lontamnanza e delle strade in pessime condizioni. Ai dipendenti della piantagione di caffè veniva dato  un salario irrisorio e una piccola quantità di alimenti e...di sapone (dal momento che non potevano andare al mercato a comprarlo). Il titolare della piantagione e renato erano stati compagni di studi a firenze.


Un giorno un giovane, che non lavorava per la piantagione, fermò renato per la strada e gli chiese...un pezzo di sapone. Renato gli rispose che il sapone era contato , giusto la quantità prevista, e che non poteva darglielo. Allora quel giovane disse, devo andare all'ospedale e voglio arrivare pulito come si deve, ti prego, patron, ti prego e ...si inginocchiò davanti a lui. Renato si vergognò nel vedere tanta ulmiliazione, e lo fece rialzare in fretta dicendo che avrebbe avuto il sapone.


Un giorno si presentò all'ufficio un abitante del villaggio e chiese a renato in prestito una PENTOLA!


Ti prego, avrò degli invitati e non ho una pentola adatta per cuocere il cibo. Renato di pentole ne aveva anche troppe, gliela diede e gli disse che poteva tenera. Il congolese ringraziò cento volte ed in seguito renato evitava di incontrarlo perché ogni volta erano ringraziamenti a non finire e lui si sentiva imbarazzato.


Quella PENTOLA in quella famiglia avrebbe significato cibo per tutti.. E come? Nel villaggio, per quanto fossero poveri facevano spesso delle festicciole, tra amici e parenti e quella bella pentolona sarebbe passata, in prestito, di casa in casa e sarebbe tornata al prestatore con una discreta quantità di cibo già cotto, come ricompensa del prestito. Ed il .......padrone della pentola  poteva finalmente levarsi la fame.


Se qualcuno sta preparando indumenti da mandare ai poveri del mondo gli chiedo di aggiungere ...sapone e pentolame vario.


Buona serata da


nonna nedda

Postato da: soresina a 17:29 | link | commenti (2)